EMISSIONE DI FATTURE COINTESTATE

Tra i quesiti più frequenti che mi vengono posti, c’è quello che riguarda l’emissione e la registrazione delle fatture cointestate

È una problematica su cui l’agenzia delle Entrate ha fornito la propria risposta interpretativa ufficiale con la risoluzione 87/E/2017 (risposta n. 8 – Fatture “cointestate”)

La problematica va esaminata sia dal punto di vista del cedente/prestatore che emette la fattura elettronica, sia dal punto di vista del cessionario/committente che la riceve.

Chi emette la fattura

Dal punto di vista del cedente/prestatore che emette la fattura, l’Agenzia nella sua risposta ha affermato:

  • che non ritiene mai possibile  l’emissione di una fattura cointestata nei confronti di soggetti passivi Iva (B2B);
  • che ritiene, al contrario, possibile l’emissione della fattura cointestata quando emessa nei confronti di privati (B2C), quindi con l’indicazione del codice fiscale di ciascuno dei cointestatari.

I casi più tipici di emissione della fattura cointestata nei confronti di cessionari/committenti privati riguardano le locazioni di immobili a più soggetti oppure le prestazioni erogate da imprese di pompe funebri nei confronti degli eredi del defunto.

L’Ade, nella sua Risoluzione, ha chiarito che, per l’emissione di una fattura cointestata a privati, è necessario inserire nell’elemento i dati di uno solo dei soggetti contraenti, in quanto tale elemento prevede una sola occorrenza (.1>) e quindi se venissero compilate più occorrenze non sarebbe possibile validare il file Xml ed effettuare l’invio al Sistema di Interscambio (SdI). Eventuali cointestatari dovranno essere indicati in uno dei campi opzionali a descrizione libera – ad esempio nel blocco nel corpo della fattura – che non sono sottoposti a controllo da parte del SdI. Tale soluzione ha anche lo svantaggio che – lato passivo – l’intera fattura viene recapitata nell’area web Fatture e Corrispettivi del solo destinatario principale, mentre ai soggetti cointestatari l’Agenzia delle Entrate non recapita nulla. Ne consegue, in definitiva, che è probabilmente da preferire la soluzione alternativa di frazionare pro-quota l’importo della prestazione tra gli interessati, emettendo una diversa fattura per ciascun cessionario/committente, invece che un’unica fattura cointestata.

Chi riceve la fattura

Lato cessionario/committente, invece, il problema della registrazione della fattura di acquisto viene meno, poiché l’Agenzia non ritiene possibile l’emissione di una fattura cointestata nei confronti di soggetti passivi Iva (B2B),

Nel caso in cui il soggetto che emette la fattura erroneamente predispone e invia una fattura cointestata di tipo B2B, redatta con le regole per le fatture a privati B2C, sarà opportuno richiedere lo storno e la contestuale ri-emissione di distinte fatture intestate a ciascuno dei cessionari committenti, con l’importo del corrispettivo ripartito pro-quota.

Pescara 17.10.2023

Dott. Fabrizio Bevilacqua

Fonte: Il Sole 24ore

Lascia un commento