SRL/STP ODONTOIATRICA Vs DITTA INDIVIDUALE – tassazione a confronto

Negli ultimi anni sempre più spesso mi sono sentito rivolgere la domanda se per uno studio odontoiatrico condotto sotto forma di ditta individuale può essere conveniente “trasformarsi” in srl.

A tal proposito va premesso che la forma giuridica con la quale esercitare l’attività professionale va vagliata sulla base delle singole caratteristiche.  Essa è paragonabile ad un abito e non esistono abiti adatti per tutte le stagioni o per tutti gli eventi o per tutte le corporature. Un buon consulente, come fa un buon sarto, deve saper “cucire” addosso al proprio cliente il vestito giuridico a lui più adatto.

La premessa è dovuta in quanto vi sono innumerevoli ragioni che possano far propendere un professionista a strutturarsi in un modo anziché in un altro e variano da soggetto a soggetto. Autonomia patrimoniale, volontà di aggregazione, diversificazione della struttura, convenienza fiscale, facilitazione dei trasferimenti, sono solo alcuni degli aspetti che possono influenzare la scelta. Quest’ultima, in tutti i casi, va fatta con estrema attenzione ed affidandosi a consulenti qualificati, in quanto, citando il protagonista di una famosa serie TV, “…c’è sempre la possibilità di scegliere, il difficile dopo è tornare indietro”.

Negli ultimi anni sono apparsi in rete blog di sedicenti “manager” che spingono i loro colleghi medici a strutturare i propri studi professionali sotto forma di SRL, come se questa forma giuridica fosse il rimedio universale ai loro problemi. In questo articolo cercherò di far comprendere al lettore come operare sulla base di consigli elargiti da soggetti non qualificati, può portare ad assumere decisioni dannose per l’attività professionale. Esaminerò il solo aspetto fiscale, ammesso, ma assolutamente non concesso, che gli altri aspetti siano meno importanti. E sottolineando ulteriormente, che anche dal solo punto di vista della convenienza fiscale le valutazioni vanno fatte su misura delle situazioni personali dei singoli professionisti.

A conferma di quanto affermo, vi faccio un esmpio concreto.

In uno dei blog più seguiti di cui sopra, si fa l’esempio di due odontoiatri, il dottor A con proprio studio professionale e il dottor B che ha strutturato la propria attività sotto forma di srl.

Nell’esempio di uno dei blog citati si ipotizza che l’attività produca un utile di € 100.000 di cui solo 50.000 prelevati per liquidità personale e si fa un raffronto di tassazione tra i due medici, giungendo alla conclusione che il dottor B (srl) consegua un risparmio di imposta di € 8.850 rispetto al dottor A (ditta individuale). Il tutto riportato come nella tabella sottostante:

dottor A (studio)dottor B (srl)
utile prodotto100.000100.000
utile percepito50.00050.000
irpef pagata36.17015.320
ires pagata012.000
totale imposte pagate36.17027320
VANTAGGIO FISCALE SRL +8.850

questa tabella è un coacervo di grossolani errori dai quali scaturisce un risultato finale palesemente errato e altamente fuorviante per il lettore che lo prendesse per buono. In essa risulta errato sia il calcolo dell’IRES sia quello dell’IRPEF e non viene presa in considerazione nè la ritenuta a titolo di imposta che si applica ai prelevamenti di utili dalle srl, nè l’irap che le srl devono sempre versare, mentre per le ditte individuali è stata abolita a partire dal 2022 . Su una tabella di 6 righe, ne mancano 2 e 4 riportano importi errati. La tabella di raffronto corretta avrebbe dovuto essere la seguente:

(nelle due tabelle sono state usate le aliquote 2021)dottor A (studio)dottor B (srl)
utile prodotto100.000100.000
utile percepito50.00050.000
ritenuta imposta 26%013.000
irpef pagata36.1700
ires pagata024.000
irap abruzzo pagata (si ipotizza identico reddito ires)4.1934.193
totale imposte versate40.36341.193
VANTAGGIO FISCALE STUDIO+830
dall’anno di imposta 2022 il vantaggio fiscale per il dottor A aumenterà anche per l’importo dell’irap, abolita per le ditte individuali e non per le srl

dal risultato finale appare evidente che chi avesse basato la propria scelta di trasformarsi in srl sulla sola prospettiva del vantaggio fiscale (fasullo) prefigurato dal blog, si vedrà imprigionato in una gestione amministrativa molto più rigida e senza che il vantaggio fiscale atteso si concretizzi.

Detto degli inconvenienti nei quali si incorre confidando in soggetti che non hanno le competenze che solo i commercialisti regolarmente iscritti all’albo possono garantire, nel prosieguo vi fornirò alcuni esempi di raffronto di tassazione, certamente non esaustivi, ma comunque utili a comprendere.

Esempio n. 1 studio medico con reddito di euro 85.000 che non distribuisce liquidità per uso personale dei soci.

aliquote in vigore per anno di imposta 2022dottor A
(ditta individuale)
dottor B
(srl)
imponibile lordo85.00085.000
Oneri enpam deducibili da irpef16.5750
reddito tassato68.42585.000
ires020.400
irap abruzzo*03.470
irpef22.3230
add. regionale 1,73%1.4700
add. comunale 0,8%6800
IMPOSTE TOTALI VERSATE24.47323.870
Il dottor A potrà comunque prelevare dallo studio denaro per uso personale senza ulteriori aggravi di imposta. Se invece il dottor B volesse fare la stessa cosa, vedrà la somma prelevata ulteriormente tassata con aliquota del 26%, facendo così venir meno la minima convenienza fiscale evidenziata in tabella (vv. esmpio 2). risparmio
imposte
dott. B
603
*si ipotizza per semplicità di calcolo che l’imponibile irap sia pari all’imponibile ires e che allo stesso sia applicata la sola deduzione forfettaria che in abruzzo è di € 13.000

Esempio n. 2 studio medico con reddito di euro 85.000 che distribuisce l’utile ai soci

aliquote in vigore per anno di imposta 2022dottor A
(ditta individuale)
dottor B
(srl)
imponibile lordo85.00085.000
Oneri enpam deducibili da irpef16.5750
reddito tassato68.42585.000
ires020.400
irap abruzzo*03.470
irpef22.3230
add. regionale 1.4700
add. comunale 6800
reddito al netto della tassazione60.52761.130
accantonamento obbligatorio a riserva legale 5%04.250
utile distribuibile60.52756.880
imposta 26% su distribuzione utili014.789
IMPOSTE TOTALI VERSATE24.47338.659
importo massimo prelevabile per uso personale 60.52742.091
Va sottolineato che il dottor B, in assenza di altri redditi soggetti a tassazione, non avrà una propria dichiarazione dei redditi, in quanto i redditi prelevati dalla società sono assoggettati a ritenuta 26% a titolo definitivo e non vanno dichiarati.risparmio
imposte
dott. A
+
14.186
*si ipotizza per semplicità di calcolo che l’imponibile irap sia pari all’imponibile ires e che sia applicata la sola deduzione forfettaria che in abruzzo è di € 13.000

Esempio n. 3 studio medico con reddito di euro 85.000 che attribuisce al socio amministratore una remunerazione lorda di euro 70.000 corrispondente ad un netto in busta mesile di euro di euro 3.451 e dstribuisce l’utile residuo

aliquote in vigore per anno di imposta 2022dottor A
(ditta individuale)
dottor B
(srl)
reddito studio medico al lordo della remunerazione85.00085.000
costo remunerazione amministratore070.000
costo inps gestione separata c/ditta011.200
oneri enpam deducibili da irpef16.57516.575
oneri inps gest. separata deducibili irpef05.600
reddito tassato68.4253.800 ires
47.825 irpef
ires0912
irap abruzzo*03.470
irpef dovuta22.32213.638
totale irpef trattenuta mensilmente in busta paga0(23.000)
add. regionale 1,73%1.4701.211
add. comunale 0,8%680560
inps gestione separata carico amministratore05.600
IMPOSTE + CONTR. INPS TOTALI DOVUTE24.47225.391
importo annuo prelevabile al netto delle imposte60.52841.412
diritto al rimborso irpef per maggior imposta tratteenuta in busta paga e non compensabile con i tributi della srl0(9.362)
ulteriore utile distribuibile al netto del 5% a riserva03.610
imposta 26% su eventuale distribuzione 0938
IMPOSTE TOTALI (in caso di distribuzione utile ai soci)24.47226.329
importo annuo massimo prelevabile per uso personale 60.22944.084
rimborso irpef ottenibile in dichiarazione dei redditi0(9.362)
nell’esempio proposto il dott. B sarà penalizzato, oltre che dalle maggiori imposte versate, anche dai maggiori costi dovuti al versamento dell’inps gestione sparata c/ditta, che, al netto del risparmio fiscale che procurano, ammontano ad € 8.512 [11.200 – (11.200 x 24%)] portando il risparmio complessivo da € 1.875 ad € 10.378 risparmio
imposte
dott. A
+1.875
*si ipotizza per semplicità di calcolo che l’imponibile irap sia pari all’imponibile ires maggiorato del costo non deducibile dell’amministratore e che all’imponibile così calcolato sia applicata la sola deduzione forfettaria di € 13.000

Si potrebbe sviluppare anche un esempio di SRL con tassazione per trasparenza, ma in questo caso le troppe variabili, in special modo quella della ripartizione delle quote, non consentono di elaborare una tabella unica. Va specificato, inoltre, che otando per la trasparenza fiscale, la SRL perde l’autonomia patrimoniale perfetta nei confronti del fisco e, qualora vi fossero riprese di reddito, si risponderebbe col patrimonio personale.

Dagli esempi riportati sembrerebbe emergere che la scelta di gestire lo studio sotto forma di srl, almeno dal punto di vista delle imposte da pagare, sia una scelta perdente. Ma la realtà non è affatto questa. Molto spesso, anche fiscalmente, la srl è assai più conveniente della ditta individuale . Prendiamo il caso di un odontoiatra che abbia la possibilità di costituire una società con persone di sua stretta fiducia. Magari suoi familiari che non hanno redditi o li hanno molto bassi. In casi come questo vi è la possibilità di spalmare con metodi del tutto legittimi, il frutto dello studio medico su più soggetti, facendo così in modo che ognuno di essi sconti una aliquota media più contenuta di quella che sconterebbe la ditta individuale. Altra ipotesi nella quale sarebbe consigliabile l’uso della srl è quella nella quale lo studio medico debba sopportare a breve importanti investimenti in beni tecnologicamente avanzati che consentano l’interconnessione con la rete internet e fra essi stessi (beni industria 4.0). Le agevolazioni del piano industria 4.0, rivolte alle imprese e non ai professionisti , potrebbero rendere conveniente la struttura SRL. E’ raccomandabile, tuttavia, calcolare con buona approssimazione il punto di pareggio tra l’agevolazione 4.0 ottenibile e l’eventuale maggior carico fiscale della SRL e solo successivamente assumere decisioni sulla effettiva convenienza.

Quanto detto sopra dimostra che non può esistere una univoca risposta alla domanda se, con riguardo al carico fiscale, sia meglio gestire uno studio medico sotto forma di ditta individuale o di SRL. Le variabili di cui tener conto cambiano da soggetto a soggetto e la convenienza dell’una o dell’altra forma, va valutata sulla base della propria situazione personale. Ognuna delle due formule presenta dei vantaggi e degli svantaggi e solo dopo aver valutato tutti gli aspetti si può assumere una decisione corretta.

D’altronde una delle frasi più famose di tutta la storia del pensiero economico, attribuita a Milton Friedman, è quella che recita: “non esistono pasti gratis.

Pescara 09.02.2022

Dott. Fabrizio Bevilacqua

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