CORONAVIRUS – PREZZO MASSIMO PER LE MASCHERINE

Il commissario straordinario per l’emergenza covid-19, Domenico Arcuri, ha firmato l’ordinanza che fissa il prezzo massimo delle mascherine.

L’ordinanza si compone di un solo articolo: il prezzo finale di vendita al consumo dei prodotti indicati nell’allegato 1, praticato dai rivenditori finali  non può essere superiore, per ciascuna unità, ad euro 0,50, al netto dell’imposta sul valore aggiunto.

Ciò vuol dire che il prezzo massimo, comprensivo di IVA al 22%  praticabile al consumatore sarà di 61 centesimi.

Le tipologie di mascherine interessate dal provvedimento, tra cui sono comprese le cosiddette “chirurgiche” sono tecnicamente così definite:

MASCHERINE FACCIALI (STANDARD UNI EN 14683)

  • Tipo I:
    Efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 95
    Pressione differenziale (Pa/cm²): < 40
    Pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30
  • Tipo II:
    Efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 98
    Pressione differenziale (Pa/cm²): < 40
    Pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30
  • Tipo IIR
    Efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 98
    Pressione differenziale (Pa/cm²): < 60
    Pressione di resistenza agli spruzzi: ≥ 16,0
    Pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30

oltre al limite di prezzo praticabile alla vendita, per la cosiddetta fase due, vengono previste anche le regole per l’uso delle mascherine:

“Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19 limitatamente alla durata dell’emergenza sanitaria, gli individui presenti sull’intero territorio nazionale devono usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

Per la popolazione generale potranno essere utilizzate, in alternativa alle mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

L’utilizzo corretto delle mascherine di comunità va ad aggiungersi alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie”.

Pescara 27.04.2020

Dott. Fabrizio Bevilacqua

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