Con il Decreto dignità ritorno al passato per SSD lucrative e collaborazioni sportive

Il decreto dignità cancella le società sportive dilettantistiche con scopo di lucro. L’articolo 13 prevede, infatti, la soppressione dei commi dal 353 al 361 dell’articolo unico della legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017). Si sancisce, di fatto, un passo indietro, con il ritorno al regime previgente, caratterizzato dal divieto di lucro soggettivo che continuerà così a contraddistinguere tanto le associazioni quanto le società sportive dilettantistiche. Rimane, quindi, salda la distinzione tra sport professionistico e dilettantismo, fondata sulla non lucratività del secondo.

La cancellazione della norma sulle società sportive dilettantistiche a scopo di lucro trascina con sé anche l’abrogazione (commi 358-359 legge 205/2017) delle collaborazioni coordinate e continuative che sarebbero state attuate da queste società. Ma vi è di più, perché l’effetto collaterale di queste abrogazioni è che non sarà più strettamente necessaria, a termine di legge, neppure la tanto attesa delibera del Coni che, sulla base della disciplina introdotta dalla legge di Bilancio 2018, avrebbe dovuto individuare le co.co.co rientranti fra le mansioni ritenute necessarie per lo svolgimento delle attività sportive dilettantistiche, meritevoli da un lato delle agevolazioni fiscali, ma dall’altro foriere di un aggravio di costi per i sodalizi sportivi che avrebbero dovuto sobbarcarsi tutti gli adempimenti burocratici del caso (comunicazione preventiva al centro per l’impiego, tenuta del libro unico del lavoro e predisposizione del cedolino paga).

In buona sostanza, si tratta di un ritorno al passato, poiché la disciplina in questione di fatto non è mai entrata in vigore; tant’è che ad oggi, legittimamente, la vasta platea di atleti e sportivi dilettanti potrà continuare ad avvalersi delle agevolazioni fiscali e contributive attualmente previste. Per essi l’inquadramento fra i redditi diversi non comporta nemmeno l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti introdotto dal 1° luglio scorso per i lavoratori dipendenti e i collaboratori dei datori di lavoro e committenti privati.

Dott. Davide Berardi

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